SANREMO_AGENT nasce da due cose che mi piacciono parecchio: musica e tecnologia. L’idea è semplice: provare a leggere il Festival come un sistema di storie che emergono, si allineano, poi spariscono.
Perché “quello che i dati (non) dicono”? Perché i numeri da soli raccontano poco: il punto è la dinamica con cui social e news costruiscono (o smontano) una narrativa.
Cosa fa (in chiaro)
Il cuore è una pipeline. Non un agente “autonomo”. È una scelta intenzionale: voglio che la parte decisionale sia tracciabile, ripetibile, verificabile.
Pipeline deterministica, componenti generativi, ma decision layer prima del linguaggio.
Il processo
1 ingest (social + news) → 2 cluster storie → 3 segnali → 4 post → 5 immagine data-driven → 6 pubblicazione
- Ingest: raccoglie input pubblici (social + news) e li normalizza.
- Cluster “storie”: raggruppa eventi e conversazioni per narrativa (non per keyword secche).
- Segnali: etichetta la dinamica della storia come ESPOSIZIONE, CONVERGENZA o DECLINO.
- Generazione: l’LLM scrive il testo (sì, con un caratteraccio voluto), ma non sceglie cosa spingere.
- Immagini: composizione con overlay e indicatori, per rendere visibile il “perché” del post.
- Publish: impaginazione e pubblicazione automatica.
Tradotto: l’LLM scrive, ma è il sistema che decide.
Ed è un principio più generale:
ogni processo serio dovrebbe avere un layer decisionale deterministico.
La generazione può essere creativa, probabilistica, adattiva. Ma la decisione — cosa passa, cosa no, con quali criteri — deve essere esplicita.
Dove sto andando (la parte “agentica”)
Oggi è una pipeline robusta. Domani può diventare più agentico, ma solo aggiungendo ciò che conta davvero: memoria, obiettivi espliciti, feedback loop e valutazione dell’output. Prima architettura, poi autonomia.
Arnaldo linkedin.com/in/arnaldoguido